Noi Partigiane e Partigiani contro la repressione

  • 4 Gennaio, 2020 10:00

Nicoletta Dosio, militante NO TAV da sempre, ha 73 anni ed è stata portata in prigione per
una manifestazione del 2012, al casello di Avigliana sull’autostrada del Frejus.
Da anni il movimento NO TAV è sistematicamente colpito da una repressione feroce.
Limitazioni, obblighi, arresti, non sono riusciti – e mai riusciranno – ad arginare la legittima
voce di una lotta popolare che si batte per la democrazia sul territorio, contro le grandi male
opere e il loro impatto distruttivo per ambiente donne, uomini ed esseri viventi, per un
modello di sviluppo non improntato all’arricchimento di pochi e alla distruzione per la
maggioranza…
La criminalizzazione del dissenso è un tratto distintivo del nostro paese. Non solo i/le NO
TAV, ma chiunque si batta per il lavoro, la difesa di chi è più povero/a, il diritto a una casa,
chiunque sia parte di movimenti sociali ha sperimentato sulla propria pelle cosa significhi.
Capita quotidianamente a sindacalisti/e conflittuali, a persone indigenti, a migranti, a coloro
a cui le istituzioni riservano solo emarginazione e violenza, talvolta legalizzata dalle Leggi
Sicurezza tuttora in vigore.
Un recente esempio sono i lavoratori e le lavoratrici di Prato in presidio, colpevoli
solamente di aver esercitato i propri diritti costituzionali allo sciopero, e le due studentesse
che hanno espresso solidarietà attiva: sanzionati con 4 mila euro a testa. Si tratta di una
delle prime applicazioni dell’art. 23 della Legge Salvini n. 132 del 2018, volta a soffocare
ogni conflitto sociale e libertà di espressione.
Per denunciare tutto questo, e per costruire solidarietà e rompere l’isolamento di quanti
stanno pagando un prezzo altissimo, siamo in questi giorni in piazza in tutta Italia.
Con Nicoletta e con tutte e tutti le/i NO TAV: la nostra voce, ostinata e
contraria, è più forte di ogni repressione!
Noi, militanti antifascisti novaresi, pensiamo che chi lotta per la propria terra e
contro la devastazione dei territori non possa essere incarcerato senza che
venga rotto il silenzio. Per questo, anche a Novara, scendiamo in piazza per
gridare:
Nicoletta libera, tutti/e i/le NO TAV liberi/e!

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