Accoglienza e povertà ai tempi del Ddl Sicurezza

  • Gennaio 20, 2019 18:00

Iniziamo il 2019 come abbiamo finito il 2018, con un manipolo di esseri umani disperati, non solo lasciati in balia delle onde, ma segregati sulle navi che li hanno soccorsi, impediti per settimane nel diritto di sbarcare e trovare conforto. Il tutto per il più brutale fine propagandistico. Quarantanove persone. Mentre decine di altre raggiungevano con mezzi di fortuna le coste italiane (trovando in alcuni casi soccorso). Ma queste erano meno importanti, le telecamere erano focalizzate in mezzo al mare, laddove il ministro degli interni ha deciso di giocare l’ennesima partita (a distanza, ovviamente, visto che si trovava in ferie a sciare): un battibecco con le istituzioni europee – in buona compagnia, nessuno stato dell’unione ha avuto la decenza di permettere lo sbarco a quarantanove (sì, 49!) persone. E il continuo bisogno di restare sulla cresta dell’onda mediatica. Questo è ciò che il ministro, sulla scia dei predecessori, chiama “sicurezza”.


La legge “sicurezza” (approvata dalle camere con voto di fiducia, senza obiezioni, firmata dal saggio e mite e buono e salvatore presidente della repubblica) è e sarà sempre più generatrice di insicurezza. Per chiunque. Per le persone costrette a migrare che, arrivate in Italia, si trovano di fatto incarcerate in attesa di espulsione, per chi in Italia seguiva un percorso di inserimento verso la residenza e la cittadinanza e che ora vede crollare tutto sotto i piedi, per chi cerca di raggiungere altri paesi a nord (e l’Italia, nonostante le sparate machiste dei nostri politici, ha firmato accordi bilaterali con la Francia sui respingimenti). E dove mai potranno finire persone cui è impedito ogni accesso a servizi, casa, lavoro? A ingrossare le fila della nuova servitù o della criminalità di sussistenza (a meno che i nostri non stiano pensando già alla soluzione finale!). E quindi il risultato sarà minare anche il decoro e la sicurezza tanto cari alle “persone perbene”. Hai voglia ad andare avanti di DASPO urbano (solo a Novara, sette negli ultimi giorni, tutti verso persone ritenute troppo “invadenti” nel chiedere l’elemosina)! A spostare poveracci dai centri alle periferie, dalle periferie alle stazioni, dalle stazioni a non si sa dove. O costruire quartieri fortezza, per tenere fuori il lerciume. Il vostro decoro crollerà miseramente e ne sarete voi gli artefici.
La sicurezza: sotto questa bandiera sono stati svolti i più accurati e feroci esperimenti di repressione. Si testa su piccoli gruppi identificabili, si parte dagli ultimi, poi dai penultimi, poi dai terzultimi. Finchè ci si accorge che, nella fila, non c’è più nessuno dietro di noi.

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