{"id":491,"date":"2019-10-14T16:44:47","date_gmt":"2019-10-14T14:44:47","guid":{"rendered":"http:\/\/cannovara.noblogs.org\/?p=491"},"modified":"2019-10-14T16:44:47","modified_gmt":"2019-10-14T14:44:47","slug":"unambulanza-per-makhmour","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/cannovara.noblogs.org\/?p=491","title":{"rendered":"Un\u2019ambulanza per Makhmour*"},"content":{"rendered":"<p><em>[* ad opera dell&#8217;associazione VERSO IL KURDISTAN ODV ALESSANDRIA]<\/em><\/p>\n<p>Una delegazione di Verso il Kurdistan nel Kurdistan Bashur (Nord Iraq) dal 27 settembre all\u20198 ottobre 2019<br \/>\n<strong>UN\u2019AMBULANZA PER MAKHMOUR<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-medium wp-image-492\" src=\"https:\/\/cannovara.noblogs.org\/files\/2019\/10\/Report-della-delegazione-dellassociazione-Verso-il-Kurdistan_ambulanza-300x169.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"169\" srcset=\"https:\/\/cannovara.noblogs.org\/files\/2019\/10\/Report-della-delegazione-dellassociazione-Verso-il-Kurdistan_ambulanza-300x169.jpg 300w, https:\/\/cannovara.noblogs.org\/files\/2019\/10\/Report-della-delegazione-dellassociazione-Verso-il-Kurdistan_ambulanza-768x432.jpg 768w, https:\/\/cannovara.noblogs.org\/files\/2019\/10\/Report-della-delegazione-dellassociazione-Verso-il-Kurdistan_ambulanza-1024x576.jpg 1024w, https:\/\/cannovara.noblogs.org\/files\/2019\/10\/Report-della-delegazione-dellassociazione-Verso-il-Kurdistan_ambulanza-150x84.jpg 150w, https:\/\/cannovara.noblogs.org\/files\/2019\/10\/Report-della-delegazione-dellassociazione-Verso-il-Kurdistan_ambulanza.jpg 1473w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p>Report della delegazione dell&#8217;associazione Verso il Kurdistan in visita al campo profughi di Makhmour, nel Kurdistan Bashur (Nord Iraq): dal 27 settembre all\u20198 ottobre 2019<br \/>\nArriviamo al campo dopo un severo controllo di militari iracheni, essendo l&#8217;area passata sotto il controllo del governo centrale iracheno. Siamo informati e constatiamo che le restrizioni imposte dal governo del Kurdistan regionale iracheno impediscono l&#8217;uscita verso Erbil e provincia degli abitanti del campo nonch\u00e9 il divieto di fare entrare farmaci e generi alimentari. Per questo abbiamo inviato al presidente del governo del kurdistan iracheno e al direttore dell&#8217;UHNCR una richiesta di incontro per protestare della suddetta situazione.<br \/>\nNel primo pomeriggio ci rechiamo alla decima Assemblea delle madri dei martiri, che stanno discutendo l&#8217;aggiornamento del loro statuto. L&#8217;assemblea che si attiva ogni due anni si svolge per tre giorni e le decisioni non sono prese a maggioranza, ma con il metodo del consenso.<br \/>\nNel pomeriggio inoltrato, il nostro accompagnatore Yussuf, insegnante di scuola superiore e responsabile del Comitato per il rapporto con le delegazioni straniere, ci invita a casa sua, dove ci specifica soprattutto la situazione del campo, dopo l&#8217;imposizione delle restrizioni che penalizzano pesantemente la vita degli abitanti, da parte del governo regionale del kurdistan iracheno come detto sopra.<\/p>\n<p><strong>REPORT 29 settembre 2019 domenica<\/strong><br \/>\nLa prima visita della giornata \u00e8 stato un ritorno al Centro Hevi dei ragazzi diversamente abili. L\u2019abbiamo trovato molto migliorato: frequentano 29 ragazzi su due turni. Ci sono 4 pazienti esterni che arrivano da Makhmour e 8 insegnanti volontari. Rispetto allo scorso anno \u00e8 stato aggiunto un piccolo parco giochi e il giardino \u00e8 stato ampliato. Ci consegnano il progetto dei loro sogni: una scuola nuova con giardino e cucina trasformato in un centro h 24, ma pi\u00f9 concretamente ci chiedono contatti con altre associazione per sostegno, collaborazione e scambi di esperienze. Chiediamo se i bambini hanno modo di frequentare i coetanei delle altre scuole. Ci rispondono che ci sono una serie di progetti comuni che si svolgono all\u2019interno del centro e che stanno lavorando per farne altri spostando i ragazzi disabili nelle classi regolari. Ci dicono che le famiglie di molti ragazzi sono di estrazione molto bassa e ci suggeriscono progetti di adozione delle famiglie stesse.<br \/>\nChiediamo di preparare delle schede di presentazione di queste famiglie per portarcele a casa e poter cercare sostenitori.<br \/>\nCi spostiamo nei poliambulatorio dove consegniamo medicine e attrezzature varie. Durante l\u2019incontro con i nuovi responsabili ci viene chiarito che, nonostante tutto l\u2019interesse dei medici ad avere un nuovo ospedale completato, l\u2019Assemblea Popolare ha deciso che la priorit\u00e0 sia una nuova scuola superiore. Passiamo a parlare dell\u2019ambulanza. Ci espongono le difficolt\u00e0 relative a un loro acquisto diretto per via dell\u2019embargo. Decidiamo di occuparcene direttamente noi. Terminiamo l&#8217;incontro con una visita della struttura.<br \/>\nDopo pranzo raggiungiamo il centro di fisioterapia, uno degli ambulatori decentrati collegati all\u2019ospedale. E\u2019 gestito da due fisioterapisti volontari con numero di pazienti variabile. Al momento ce ne sono circa 15 inviati direttamente dall\u2019ospedale. Come per il centro dei ragazzi disabili anche qui si accolgono pazienti della vicina citt\u00e0 qualora ne abbiano bisogno.<br \/>\nA seguire visitiamo il Laboratorio di Sartoria della Cooperativa delle Donne a cui consegniamo i filati. Nel prenderli loro ci confermano l\u2019utilizzo del materiale consegnato a marzo.<br \/>\nDopo cena visitiamo la biblioteca. Aperta dal 2014 conta circa 6500 titoli in parte autoprodotti, soprattutto per quanto riguarda la letteratura per l\u2019infanzia. Ci sono tre volontari fissi. In caso di bisogno hanno la collaborazione di ragazzi dell\u2019Assemblea dei Giovani. Hanno in progetto la realizzazione di un centro di letteratura collegato con le scuole. Alla biblioteca pu\u00f2 accedere chiunque, anche esterni al campo, anche in virt\u00f9 del fatto che una biblioteca nella citt\u00e0 di Makmour non c\u2019\u00e8.<\/p>\n<p><strong>REPORT 30 settembre 2019 luned\u00ec<\/strong><br \/>\nDopo la colazione la delegazione si divide in due parti: Lucia con una parte del gruppo diretti a Erbil per acquistare l\u2019ambulanza, l\u2019altro gruppo rimane a Makhmour per l\u2019incontro con i sindaci.<br \/>\nIl gruppo \u201cambulanza\u201d supera senza troppi intoppi i check-point nonostante l\u2019embargo del campo (gli autisti ci spiegano che hanno pagato una somma che li abilita a tassisti e dunque a uscire) e si dirige, non senza difficolt\u00e0, dal venditore di forniture medicali che lo scorso anno ha preparato il preventivo. Il venditore, molto ambiguo, ci dice che il nostro preventivo \u00e8 vecchio, che le tasse sono aumentate, che la situazione \u00e8 diversa e che adesso i costi sarebbero superiori. Ci offre la possibilit\u00e0 di macchine diverse o usate ma noi teniamo il punto, la vogliamo nuova e possibilmente quella. Ci lasciamo con la sua promessa di farci avere nuovi preventivi entro gioved\u00ec. Non convinti del suo atteggiamento consultiamo altri due venditori. Stavolta non si tratta di ditte di<br \/>\nforniture medicali ma di vere e proprie concessionarie che convertiranno le vetture ad ambulanza con le necessarie modifiche e le attrezzature idonee. L\u2019ultima, la Toyota, ci sembra la pi\u00f9 seria. Ci far\u00e0 avere il preventivo al pi\u00f9 presto.<br \/>\nSi rientra al campo all\u2019ora di cena con qualche problema al check-point che ci trattiene per circa tre quarti d\u2019ora.<br \/>\nIl gruppo \u201cmunicipalit\u00e0\u201d incontra il sindaco e la cosindaca. Ne abbiamo approfittato per chiarire alcuni dubbi che ci erano rimasti. In funzione del possibile incontro con il governo regionale abbiamo chiesto se l\u2019area del campo fosse di propriet\u00e0 dell\u2019Onu e se ci fossero documenti in tal senso. La risposta \u00e8 stata negativa, non solo, ma ci dicono che dal 2014 l\u2019Onu \u00e8 totalmente assente e non d\u00e0 pi\u00f9 nessun sostegno economico o legislativo.<br \/>\nLa seconda questione affrontata ha riguardato il progetto, ancora in corso, della costruzione dell\u2019ospedale. Abbiamo chiesto se fosse possibile riprendere quel progetto e portarlo a termine dopo la sospensione a causa della guerra con l\u2019Isis. Per il momento rimane congelato perch\u00e9 le priorit\u00e0 stabilite dall\u2019Assemblea Popolare riguardano una Scuola Superiore (hanno classi di quasi 40 ragazzi e i doppi turni: nel campo ci sono circa 3500 ragazzi in et\u00e0 scolare e non ci sono scuole per tutti. In generale il 70% del campo ha meno di 32 anni) e la Sanit\u00e0 che per\u00f2 vorrebbero organizzare in piccoli ambulatori decentrati pi\u00f9 gestibili e pi\u00f9 realizzabili in termini economici.<br \/>\nTerza priorit\u00e0 riguarda la potabilizzazione dell\u2019acqua e l\u2019elettricit\u00e0. Per quanto riguarda la questione dell\u2019acqua abbiamo ottenuto un appuntamento con il responsabile nei prossimi giorni.<br \/>\nL\u2019ultima domanda riguarda la giustizia e il comportamento da tenere in caso di violenze di vario tipo. In realt\u00e0 riportano un solo caso di violenza domestica in cui il responsabile \u00e8 stato isolato.<br \/>\nChiediamo se \u00e8 vera la notizia di un campo dell\u2019Isis a 5km. Ci rispondono che si parla di gruppi sparsi sulla montagna a una decina di chilometri. Per difendere il campo ci sono sorveglianti volontari per ogni quartiere.<\/p>\n<p><strong>REPORT 1 ottobre 2019 marted\u00ec<\/strong><br \/>\nIniziamo la giornata con la visita alla Scuola Superiore: 750 studenti, 22 classi, 46 insegnanti. L\u2019organizzazione \u00e8 su doppi turni di tre ore ciascuno. Il corso, di quattro anni, \u00e8 articolato su un primo anno uguale per tutti e indirizzi differenti dal secondo anno in poi. Le classi sono rigorosamente miste. I tre coordinatori ci dicono che la struttura scolastica \u00e8 fatiscente e sismicamente poco sicura, per cui obbiettivo dell\u2019Assemblea del Popolo \u00e8 quello di costruire un nuovo edificio scolastico.<br \/>\nSe un allievo rimane indietro pu\u00f2 usufruire di vari corsi di recupero. Deve ripetere l\u2019anno solo in situazioni catastrofiche. Non esiste un reale obbligo di frequenza, ma in generale tutti frequentano e l\u2019abbandono scolastico \u00e8 bassissimo. Una parte degli studenti riesce ad accedere all\u2019universit\u00e0 nonostante il problema della scrittura differente. Al termine dei corsi rimane la questione aperta dell\u2019impossibilit\u00e0 di specializzarsi e di essere selezionati per i concorsi. A questo problema in questo momento si somma quello dell\u2019embargo che non permette di uscire dal campo e andare a frequentare le lezioni. Gli insegnanti di fatto sono volontari perch\u00e9 la minima quota che gli viene riconosciuta dallo stato viene suddivisa in parti uguali.<br \/>\nLa seconda visita \u00e8 alla scuola media. 802 studenti, 32 insegnanti, pi\u00f9 5 insegnanti addetti alle lezioni di recupero. L\u2019edificio che accoglie la scuola media viene considerato sicuro.<br \/>\nFacciamo una visita rapida a una delle Accademie del Campo: questa ha 4 responsabili che si occupano di folklore e tradizione curde. Nello specifico stanno raccogliendo favole tradizionali per bambini e le hanno raccolte ed edite in 4 libri illustrati. Ci chiedono aiuto per stamparne altri in Italia e poi spedirglieli per via di difficolt\u00e0 economiche.<br \/>\nIncontriamo poi la commissione scuola che chiede ausilio per il nuovo edificio. Noi suggeriamo di utilizzare, modificandola, la struttura dell\u2019ospedale, sempre che non si torni al progetto originale, e nel caso si studi questa possibilit\u00e0 ci impegniamo a offrire il nostro aiuto.<\/p>\n<p><strong>REPORT 2 ottobre 2019 mercoled\u00ec<\/strong><br \/>\nDi prima mattina partecipiamo, come osservatori, all\u2019assemblea di chiusura al convegno di tre giorni delle Madri dei Martiri. Si riferiscono i risultati della votazione dei nuovi membri della commissione.<br \/>\nAlle 10:30 visita alla Fondazione delle Donne. Sono 35 donne che gestiscono 5 asili, una sartoria e un laboratorio artistico. Svolgono attivit\u00e0 sociale e politica di sostegno a famiglie bisognose e portano avanti attivit\u00e0 di sensibilizzazione attraverso assemblee, flash mobbing e seminari. Negli asili lavorano con bimbi dai 4 ai 6 anni, mentre con i bambini e i ragazzi pi\u00f9 grandi organizzano attivit\u00e0 teatrali. Non ci sono nidi per mancanza di fondi (sarebbe necessario avere la possibilit\u00e0 di dargli da mangiare e avere pannolini).<br \/>\nL\u2019ospedale ci offre il pranzo a casa del dottore e poi ci dirigiamo all\u2019Accademia delle donne (un\u2019altra) intitolata a Jiyan Sivas, un\u2019insegnante uccisa nel \u201895 nel Campo di Atrush durante una manifestazione contro un embargo in corso. La martire, ci racconta la dottoressa Midya che era sua amica, \u00e8 stata la prima donna curda che ha voluto un\u2019istruzione anche per quei ragazzi che erano destinati al lavoro nei campi e alla pastorizia e che, tra le prime, ha sollevato il problema della violenza e i maltrattamenti contro le donne. L\u2019Accademia \u00e8 stata aperta nel 2003 e ognuna delle responsabili \u00e8 laureata in sociologia o psicologia. Si tengono corsi di recupero per studenti in difficolt\u00e0, scuole serali per analfabeti e fanno corsi di specializzazione di laurea (ovviamente non riconosciuti fuori dal campo). Tra i corsi che propongono troviamo jineologia (una nuova scienza che libera le donne &#8211; in curdo Jin significa donna), geografia, storia, arabo, sorani (lingua curda centrale), tecniche di computer, autodifesa e sicurezza per le donne. Tutti i corsi sono rivolti indifferentemente a uomini e donne.<\/p>\n<p><strong>REPORT 3 ottobre 2019 gioved\u00ec<\/strong><br \/>\nIniziamo la giornata con una visita alla sede dell\u2019Assemblea del Popolo. Filiz ci spiega l\u2019applicazione del Confederalismo Democratico all\u2019interno del campo. Dopo un\u2019introduzione generale ci elenca i nove settori in cui questo si articola:<br \/>\n1. Cultura<br \/>\n2. Stampa<br \/>\n3. Salute<br \/>\n4. Formazione<br \/>\n5. Sicurezza<br \/>\n6. Comitato sociale ed economico<br \/>\n7. Giustizia sociale<br \/>\n8. Municipalit\u00e0<br \/>\n9. Politica<br \/>\nIl campo si articola in 5 zone con 4 quartieri ciascuna. L\u2019organizzazione di quartiere \u00e8 stata la prima a formarsi ed \u00e8 la cellula fondamentale del Confederalismo. Ogni quartiere ha un comitato che si autoorganizza, ma che \u00e8 in rete con tutti gli altri comitati e si riunisce una volta alla settimana. Ogni due mesi redige un documento di analisi, critiche e proposte da presentare all\u2019Assemblea del Popolo. Sopra l\u2019Assemblea del Popolo (131 portavoce) c\u2019\u00e8 un Consiglio del Controllo che supervisiona.<br \/>\nParallelamente all\u2019Assemblea del Popolo esiste la Municipalit\u00e0, organo puramente esecutivo, che viene conseguentemente eletto direttamente dal popolo, impiegati comunali compresi. Pur essendo organo esecutivo pu\u00f2 proporre progetti nel suo ambito come tutti gli altri organi.<br \/>\nRiprendiamo poi il discorso dell\u2019ospedale per capire cosa fare della struttura ospedaliera incompleta.<br \/>\nNel pomeriggio ci portano al Centro Culturale dei Giovani che ci propone un\u2019accorata sessione di Canti Popolari Curdi. Il Centro si occupa di promozione del Folklore, teatro, cinema, danza e di trascrivere i canti fino a questo momento tramandati solo per via orale e in generale di mantenere viva la memoria.<\/p>\n<p><strong>REPORT 4 ottobre 2019 venerd\u00ec<\/strong><br \/>\nIncontro con un rappresentante che ci illustra la situazione del Medio Oriente e fa un\u2019analisi della situazione e della valutazione delle prospettive.<br \/>\nSi parla del protagonismo delle donne nella liberazione della Rojava. \u00abLa guerra non \u00e8 mai una bella cosa\u00bb, racconta, \u00abma la nostra \u00e8 stata, \u00e8 una guerra per l\u2019umanit\u00e0. Per la difesa della dignit\u00e0 umana. Le donne sono partite in poche: quattro o cinque di nazionalit\u00e0 diverse, ma unite dall\u2019idea che fosse necessario armarsi, addestrarsi e combattere l\u2019oppressione e il fondamentalismo per affermare la possibilit\u00e0 di una vita migliore. \u201cPer le donne, ma anche per gli uomini. Per tutti.\u201d<br \/>\n\u00abA Kobane la popolazione aveva bisogno di essere difesa dall\u2019attacco dell\u2019ISIS: da un problema di sicurezza \u00e8 scaturita una rivoluzione vera. Una rivoluzione che non \u00e8 solo curda, o araba, ma \u00e8 una rivoluzione popolare, che sta costruendo un nuovo modello di democrazia partecipata\u00bb in Medio Oriente, cuore della Terza Guerra Mondiale scatenata dai conflitti interni e orchestrata dalle potenze mondiali.<br \/>\n\u00abQuando ci si crede, si pu\u00f2 arrivare a risultati impensabili. Non importava che le donne fossero in poche. All\u2019inizio non \u00e8 stato facile il rapporto con le madri: per la prima volta si trovavano davanti alla scelta della lotta armata in prima persona, dal punto di vista femminile. Poi hanno compreso, quando hanno visto le loro figlie venire con noi, cosa fosse crescere nella consapevolezza e nella determinazione per organizzare la resistenza popolare. L\u2019organizzazione popolare \u00e8 diventata determinante, non solo a Kobane, ma in tutta il Rojava.<br \/>\nLe donne, quando vogliono raggiungere un obiettivo, sono molto determinate. E sono molto pi\u00f9 creative degli uomini. Cos\u00ec hanno trasformato una guerra di difesa in una possibilit\u00e0 di cambiamento rivoluzionario, in cui tutti possono partecipare alla costruzione di un destino comune, provando a superare anche le divisioni imposte nei secoli dalle diverse religioni\u00bb.<br \/>\nParla del caos del Medio Oriente, dove in questo momento l\u2019Iraq \u00e8 di nuovo in fiamme. \u00abOggi il nemico per noi rimane l\u2019ISIS: l\u2019YPG (la nostra formazione guerrigliera maschile) e l\u2019YPJ (la nostra formazione guerrigliera femminile) lo hanno sconfitto, ma rimangono sacche sparse dell\u2019ISIS e cellule dormienti all\u2019interno dei territori liberati. Il nemico per\u00f2 \u00e8 soprattutto la Turchia, la cui strategia sullo scacchiere del Medio Oriente, dove tutte le<br \/>\npotenze mondiali vogliono dare scacco al re, \u00e8 l\u2019occupazione della striscia di terra che corre sotto il confine con la Siria e che collega storicamente l\u2019Occidente e l\u2019Oriente. Questo territorio \u00e8 il Rojava: per questo il regime di Erdogan vuole distruggerlo. Sostiene, come ad Afrin, di volersi presentare con il ramoscello d\u2019ulivo: in realt\u00e0, ad Afrin ha portato forme di repressione sempre pi\u00f9 aspre, una sequenza intensa di sequestri di persona, un\u2019insicurezza sempre pi\u00f9 diffusa. Per arrivare al suo obiettivo la Turchia sta costruendo un altro ISIS, come ha fatto con l\u2019originale. Solo una parte dei tre milioni di persone presenti in Turchia \u00e8 costituita da profughi: sono quelli che il regime vuole cacciare e spinge a viaggi disperati e rischiosi verso l\u2019Europa. Gli altri non sono profughi: sono integralisti, diretti o potenziali, che il regime di Erdogan intende tenere, avviandoli a scuole di formazione religiosa e militare, fino a quando li mander\u00e0 di nuovo in giro a seminare il terrore. La Turchia utilizza i miliardi di dollari forniti dall\u2019Europa per ricostituire un nuovo ISIS da utilizzare nello scenario della Terza Guerra mondiale\u00bb.<br \/>\nE\u2019 la vecchia strategia di destabilizzare per stabilizzare con il terrore.<br \/>\n\u00abLa Turchia utilizza la Russia, la Russia la Turchia, la Turchia gli Europei. L\u2019Europa, aiutando la Turchia, sta diffondendo dei nuovi veicoli di infezione. La vittima designata \u00e8 il popolo curdo, ma il popolo curdo ha la testa dura.<br \/>\nLa minaccia principale incombe sul territorio libero del Rojava, dove \u00e8 in corso un esperimento concreto di confederalismo democratico, con la partecipazione di tutte le etnie. Esperimento che stiamo facendo con un forte impegno e una grande fatica, ma questa \u00e8 la via per portare una vita migliore in una regione devastata dai conflitti etnici e religiosi, interni e scatenati dall\u2019esterno\u00bb.<br \/>\nParticolarmente importante, in questa situazione, \u00e8 la condizione della donna. \u00abQuando le condizioni della donna migliorano, migliora la situazione per tutti, perch\u00e9 vincono i principi e l\u2019ideologia della vita contro i nazionalismi e le strumentalizzazioni del capitalismo internazionale. Prima tutti dicevano di volerci dare una mano. Ma la memoria di molti \u00e8 troppo corta. Molte organizzazioni umanitarie ufficiali si schierano sempre con gli Stati, mai con i movimenti di liberazione e con la popolazione.<br \/>\nIl nostro obiettivo \u00e8 mantenere il Rojava libero di fronte alla minaccia dell\u2019occupazione. Dobbiamo sensibilizzare l\u2019opinione pubblica mondiale attorno a questa nuova speranza per il Medio Oriente e costruire un ponte tra il Kurdistan e l\u2019Europa. Il potere della societ\u00e0 \u00e8 come un fiume che, scorrendo, cresce in maniera sempre pi\u00f9 ampia. Noi vogliamo resistere per creare una vita migliore. Voi, delle associazioni non legate al potere degli Stati, potete aiutarci contribuendo a diffondere le nostre idee, la nostra<br \/>\nesperienza, la nostra storia\u00bb.<br \/>\nPomeriggio leggero all\u2019Assemblea dei bambini che ci mostrano delle danze, poi alla sede dell\u2019Assemblea dei giovani dove anche le ragazze pi\u00f9 grandi si esibiscono per noi sul palco dell\u2019anfiteatro comunale. Finale in bellezza a una festa di matrimonio aperta a tutto il villaggio a cui partecipiamo allegramente.<\/p>\n<p><strong>REPORT 5 ottobre 2019 sabato<\/strong><br \/>\nPasseggiata mattutina per orti e frutteti. Nel tardo pomeriggio incontriamo la Guardia Armata del Campo. Ci raccontano che dopo l\u2019episodio dei droni dell\u2019aprile scorso non ci sono state altre incursioni da parte dei turchi. La tensione per\u00f2 rimane alta perch\u00e9 nelle vicinanze ci sono ancora bande dell\u2019Isis. Facciamo qualche domanda a proposito della loro vita. Ci dicono che chi si dedica alla causa curda pu\u00f2 arruolarsi dai 18 anni in poi, per tutta la vita. Se si vuol smettere per mettere su famiglia naturalmente pu\u00f2 farlo anche se non ci sono troppo casi. Ci parlano della loro giornata tipo: si alzano alle 4.00 e dopo colazione fanno esercitazione fisica e formazione politica. Il pomeriggio \u00e8 dedicato all\u2019addestramento militare. E\u2019 una vita essenziale in cui non c\u2019\u00e8 posto per distrazioni di alcun tipo. Salutiamo e ci lasciamo.<\/p>\n<p><strong>REPORT 6 ottobre 2019 domenica<\/strong><br \/>\nDopo aver portato un ultimo omaggio ai bambini della scuola elementare lasciamo Makhmur per Erbil, obbligati ad andare coi taxi perch\u00e9 i nostri accompagnatori non hanno avuto i permessi per uscire dal campo. A Erbil due compagni mandati dall\u2019HDP ci accompagnano dall\u2019ennesimo concessionario per la questione dell\u2019ambulanza che per\u00f2 sar\u00e0 quello risolutivo. Ci fanno vedere vari modelli, nuovi, usati, gi\u00e0 equipaggiati e non. Dopo una caotica trattativa ci offrono il modello migliore, gi\u00e0 equipaggiato e immatricolato per 40.000 $. Ci promettono che, nel caso scegliessimo questo, sar\u00e0 per la sera stessa a Makhmur. A noi mancano 2000 $ per arrivare alla cifra indicata. Chiamiamo la dottoressa dell\u2019ospedale e chiediamo se, nel caso, il campo possa anticipare o coprire la cifra che manca. Dopo aver ricevuto la loro approvazione finalmente firmiamo il contratto, paghiamo e l\u2019ambulanza parte. Due ore dopo riceviamo video e foto:<br \/>\nla nostra ambulanza \u00e8 arrivata a Makhmour!<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-large wp-image-493 aligncenter\" src=\"https:\/\/cannovara.noblogs.org\/files\/2019\/10\/Report-della-delegazione-dellassociazione-Verso-il-Kurdistan_ambulanza_2-716x1024.jpg\" alt=\"\" width=\"716\" height=\"1024\" srcset=\"https:\/\/cannovara.noblogs.org\/files\/2019\/10\/Report-della-delegazione-dellassociazione-Verso-il-Kurdistan_ambulanza_2-716x1024.jpg 716w, https:\/\/cannovara.noblogs.org\/files\/2019\/10\/Report-della-delegazione-dellassociazione-Verso-il-Kurdistan_ambulanza_2-210x300.jpg 210w, https:\/\/cannovara.noblogs.org\/files\/2019\/10\/Report-della-delegazione-dellassociazione-Verso-il-Kurdistan_ambulanza_2-768x1098.jpg 768w, https:\/\/cannovara.noblogs.org\/files\/2019\/10\/Report-della-delegazione-dellassociazione-Verso-il-Kurdistan_ambulanza_2-105x150.jpg 105w, https:\/\/cannovara.noblogs.org\/files\/2019\/10\/Report-della-delegazione-dellassociazione-Verso-il-Kurdistan_ambulanza_2.jpg 1472w\" sizes=\"auto, (max-width: 716px) 100vw, 716px\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[* ad opera dell&#8217;associazione VERSO IL KURDISTAN ODV ALESSANDRIA] Una delegazione di Verso il Kurdistan nel Kurdistan Bashur (Nord Iraq) dal 27 settembre all\u20198 ottobre 2019 UN\u2019AMBULANZA PER MAKHMOUR Report della delegazione dell&#8217;associazione Verso il Kurdistan in visita al campo profughi di Makhmour, nel Kurdistan Bashur (Nord Iraq): dal 27 settembre all\u20198 ottobre 2019 Arriviamo al campo dopo un severo controllo di militari iracheni, essendo l&#8217;area passata sotto il controllo del governo centrale iracheno. Siamo informati e constatiamo che le restrizioni imposte dal governo del Kurdistan regionale iracheno impediscono l&#8217;uscita verso Erbil e provincia degli abitanti del campo nonch\u00e9 il&hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":13884,"featured_media":492,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[10,6,7],"tags":[],"class_list":["post-491","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-approfondimenti","category-articoli","category-inchieste"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/cannovara.noblogs.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/491","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/cannovara.noblogs.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/cannovara.noblogs.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/cannovara.noblogs.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/13884"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/cannovara.noblogs.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=491"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/cannovara.noblogs.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/491\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":496,"href":"https:\/\/cannovara.noblogs.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/491\/revisions\/496"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/cannovara.noblogs.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/492"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/cannovara.noblogs.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=491"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/cannovara.noblogs.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=491"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/cannovara.noblogs.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=491"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}