{"id":347,"date":"2019-07-11T11:28:12","date_gmt":"2019-07-11T09:28:12","guid":{"rendered":"http:\/\/cannovara.noblogs.org\/?p=347"},"modified":"2019-07-11T12:14:54","modified_gmt":"2019-07-11T10:14:54","slug":"riflessioni-di-una-volontaria-nel-campi-per-rifugiati","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/cannovara.noblogs.org\/?p=347","title":{"rendered":"Riflessioni di una volontaria nel campi per rifugiati"},"content":{"rendered":"<p><em>Pubblichiamo l&#8217;intervento della compagna Gaia, una riflessione derivata dalla propria attivit\u00e0 come volontaria nei campi per rifugiati. Da poche settimane rientrata dall&#8217;ultima esperienza in Grecia, Gaia conclude con una considerazione sulle cosiddette politiche migratorie dal punto di vista di educatrice, sull&#8217;effetto che tale gestione ha e avr\u00e0 sulle persone coinvolte, alle quali \u00e8 negata ogni fiducia nel presente e speranza per il futuro.<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Sono stata nei campi rifugiati per la prima volta nel 2015, in Giordania: davanti a me vere e proprie baracche costruite con plastica, pezzi di tende, assi di legno, tappeti e coperte in mezzo alla terra rossa, arida e desertica. Niente acqua corrente, per cucinare fornellini a gas e fuoco. Gli aiuti umanitari qui sono pochissimi, praticamente inesistenti.&nbsp; L\u2019UNHCR non interviene nei campi non governativi, campi formatisi dopo che le persone sono scappate, spesso, dalla violenza dei campi governativi.<\/p>\n<p>***<\/p>\n<p>Nel 2016 mi sono spostata in Grecia, nei campi informali vicino al confine con la Macedonia. Anche qui una distesa di tende colorate, vere e proprie tende da campeggio, e qualche tenda un po\u2019 pi\u00f9 grande donata dagli aiuti internazionali. Qui organizzazioni umanitarie e volontari indipendenti cercano di collaborare per dare una parvenza di normalit\u00e0 al campo. Eko Camp: un campo nato in una stazione di servizio ancora attiva. All\u2019interno del campo si \u00e8 creata una piccola economia: un bar, produzione e vendita di pane arabo, vendita di frutta e verdura. Davanti agli occhi file interminabili di persone che aspettano il proprio turno per ricevere i pasti, file interminabili di persone che aspettano di poter usufruire dei bagni. Nonostante questo il clima \u00e8 tutto sommato sereno, ci sono la scuola, la cucina, la tenda delle donne, la radio. Ci sono i balli al tramonto. Ci sono i pasti condivisi con i volontari. Fino allo sgombero della polizia. Uno sgombero avvenuto all\u2019alba: pochi minuti per racimolare le proprie cose, quelle pi\u00f9 importanti, per poi essere caricati su un pullman, direzione campo governativo.<\/p>\n<p>Un campo governativo che non ha nulla a che vedere con le dinamiche di Eko Camp. Un grosso magazzino con centinaia di tende allineate all\u2019interno ed all\u2019esterno, sotto il sole. I wc chimici anch\u2019essi posizionati sotto il sole, con lo scarico a cielo aperto. Bambini che non hanno prospettive, passano il giorno a picchiarsi e a giocare nei rifiuti. La difficolt\u00e0 dei volontari nel relazionarsi con i militari. Tutto fa rimpiangere Eko Camp. Il campo governativo verr\u00e0 infatti chiuso.<\/p>\n<p>***<\/p>\n<p>A maggio 2019 arrivo a Diavata, un altro campo governativo in Grecia.<\/p>\n<p>Pensavo di aver visto il peggio negli anni precedenti ed \u00e8 per questo che il primo impatto con questo campo non \u00e8 stato poi cos\u00ec traumatico.<\/p>\n<p>Un cancello, uno spazio giochi, un asilo, una scuola, un container adibito a palestra, una microeconomia fatta di un paio di negozietti, un ristorantino e il mercato della domenica\u2026i container bianchi ed infine le tende.<\/p>\n<p>Tutto perfettamente allineato, tutto tremendamente impersonale.<\/p>\n<p>Poi mi sono tuffata nella vita quotidiana e mi sono scontrata con la realt\u00e0: container abitati anche da due famiglie, circa una dozzina di persone, tende senza acqua ed elettricit\u00e0, al sole. Quando va bene. Quando va male si condivide invece uno stanzone sopra il magazzino. Uno stanzone le cui \u201ccamere\u201d sono delimitate da coperte tese. Uno stanzone in cui l\u2019igiene scarseggia, nonostante la dignit\u00e0 delle persone che, quotidianamente, utilizzano i bagni comunitari.<\/p>\n<p>Ho incrociato gli sguardi di quelle persone, ho ascoltato i loro racconti. Vivono in Grecia da anni e sono arrivate via mare o via terra, dalla Turchia, superando il fiume Evros. Sono persone in attesa. In attesa di un documento.&nbsp;<\/p>\n<p>Tra le tante persone ci sono anche tantissime famiglie in attesa di essere registrate (le informazioni scarseggiano, non sono facilmente reperibili e le tempistiche per la richiesta di registrazione sono brevi).<\/p>\n<p>Le persone in attesa di registrazione sono persone cui non spetta nulla: dal cibo ad uno spazio per dormire, dai pannolini per i bambini agli assorbenti per le donne.<\/p>\n<p>Non mi toglier\u00f2 mai dalla mente una famiglia con due bambine autistiche. Non mi toglier\u00f2 mai dalla mente lo sguardo della madre e il mio senso di impotenza nel vedere sbaraccata ogni giorno la loro tenda.<\/p>\n<p>Non mi toglier\u00f2 mai dalla mente le voci dei bambini e dei ragazzi che chiedono di poter frequentare la scuola e di poter imparare l\u2019inglese.<\/p>\n<p>***<\/p>\n<p>Non sono in grado di poter riflettere sull\u2019accoglienza in Europa in modo globale, non ne ho le competenze.<\/p>\n<p>Da educatrice per\u00f2 mi sento di ragionare su una dinamica importante e su una delle figure pi\u00f9 fragili, quella dei bambini.<\/p>\n<p>Bambini che crescono in un contesto in cui non sono integrati a scuola, non frequentano la scuola (tantissimi sono nati sotto le bombe), non sono inseriti nel contesto del Paese, non conoscono l\u2019inglese se non a livello basilare, potrebbero essere adulti che porteranno dentro di s\u00e9 un senso di frustrazione, di rabbia nei confronti di una societ\u00e0 che ha negato loro diritti basilari.<\/p>\n<p>Questa mancanza di prospettive si pu\u00f2 estendere chiaramente a tutte le persone che vivono nei campi rifugiati. Una vita fatta di attesa, di domande sul domani, ma anche sull\u2019oggi.<\/p>\n<p>In quelle domande in attesa di risposta io vedo il fallimento delle \u201cpolitiche\u201d migratorie.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Pubblichiamo l&#8217;intervento della compagna Gaia, una riflessione derivata dalla propria attivit\u00e0 come volontaria nei campi per rifugiati. 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